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ICONE DEL DESIGN | Achille Castiglioni e il minimalismo di Parentesi

Achille Castiglioni nasce a Milano il 16 Febbraio del 1918, dal papà Giannino, noto scultore e pittore milanese, e dalla mamma Livia Bolla. Nato in una famiglia fortemente improntata alla creatività erediterà dal padre proprio il suo approccio “plastico”; Achille infatti durante il processo progettuale diede molta importanza alla modellistica. L’idea di partenza veniva modellata e messa a punto proprio durante la sua realizzazione, attraverso prototipi e modelli. Il processo progettuale era per A. un abile lavoro sia intellettuale che manuale.

Achille si Laurea in Architettura al Politecnico di Milano nel 1944. Dopo soli 4 anni diviene membro del comitato per l’allestimento dell’ ottava Triennale, dedicata ai mobili prodotti in serie. Tra i vari ruoli che ricopre negli anni (ad esempio ’49-’80 consulente artistico dell’ANIE , ’50-’59 della Rai, docente presso il Politecnico di Torino), Achille,  insieme ad altri illustri del design, nel 1956 fonda l’ADI – Associazione per il Disegno Industriale.

La sua attività lavorativa prende il via, ancora prima di terminare gli studi, insieme al fratello maggiore, l’architetto Pier Giacomo. Le innovative  idee dei due vengono presto pubblicate sulle più note riviste italiane, come Domus e Casabella. 

Gli anni ’Quaranta sono per i  Castiglioni anni di sperimentazioni sia formali che tecnologiche.

Di notevole importanza e vanto per queste ricerche sono anche le innovazioni riguardanti i materiali e le collaborazioni con noti grafici, come ad esempio Max Huber e Erberto Carboni.
Alla fine di questo decennio di sperimentazione emerge anche la tematica della Luce, sulla quale i Castiglioni lavoreranno a lungo lasciandoci prodotti che si sono configurati come vere e proprie icone dell’illuminazione di design. Nel 1949 viene  presentata la prima serie di Lampade firmata Castiglioni: Tubino, che si dimostrerà una linea molto apprezzata e di successo.

Nel corso degli anni ’50 l’attività dei Castiglioni continua fiorente, tra progetti di architettura, progettazione d’interni, allestimenti fieristici e innovativo design dl prodotto.

Nel 1968 la morte prematura di Pier Giacomo scompiglia fortemente, non solo la vita sentimentale, ma anche professionale di Achille. Infatti, dal tragico episodio in poi si orienta ancor più verso il settore dell’industrial design, continuando a portare alto il nome Castiglioni.

Questa immersione di Achille nel mondo dell’industrial design lo porta ad emergere come uno tra i più grandi designer italiani e a ricevere, anche da singolo progettista, un’infinità di premi e riconoscimenti, per le sue opere, che ancora oggi si configurano come grandi icone senza tempo. 

Lampada Parentesi

L’innovativa lampada a sospensione Parentesi  viene prodotta da Flos, azienda bresciana divenuta leader nel campo dell’illuminazione di design, a partire dal 1971.

Il progetto nasce dallo sposalizio  di due menti creative. Pio Manzu, geniale designer italiano morto prematuramente qualche anno prima della produzione ufficiale da parte di Flos, ipotizza in uno schizzo il concept di una lampada Sali-scendi che potesse anche ruotare di 360°. Lo sketch di questa lampada versatile arriva poi nelle mani di Achille Castiglioni che, nel 1970,  re-interpretandolo,  ne fa l’icona che tutti conosciamo. 

Parentesi si configura come una lampada a luce diretta versatile e direzionabile.

Il pratico movimento verticale del corpo illuminante è garantito attraverso l’uso di un tubolare di acciaio sagomato che scorre su un cavetto di acciaio teso tra il plafone e un peso che sfiora, senza toccare, il pavimento. La sorgente luminosa è una semplice lampada Edison dotata di verniciatura grigia, la quale previene la creazione di effetti drammatici dovute agli alti contrasti tra luce ed ombra.
La scelta del nome prende ispirazione dalla forma che assume il tubo in acciaio sagomato a supporto della  fonte luminosa: una parentesi.

Per Parentesi, Achille Castiglioni fornisce un prodotto studiato in tutta la sua totalità:  progetta infatti anche il packaging per la vendita della lampada stessa. L’imballo progettato da Castiglioni (ora non più utilizzato) era formato da una confezione di plastica trasparente che permetteva di vedere tutti i componenti della stessa. Il kit di montaggio veniva quindi mostrato, apparendo come perfettamente custodito sottovuoto, in sicurezza, all’interno della custodia.  Le maniglie laterali, ricavate all’interno degli stessi gusci in plastica, garantivano un facile trasporto senza l’utilizzo di ulteriori imballi.

Il risultato della progettazione di Achille Castiglioni è un prodotto razionale che segue le linee del minimalismo. Privando il corpo del superfluo, lo rende il manifesto  del concetto di forma che segue la funzione. Un connubio minimale di eleganza e funzionalità rende questo prodotto un’icona del design di qualità, senza tempo, capace di inserirsi in modo raffinato, da silenzioso protagonista, in qualsiasi tipologia di ambiente. 

L’innovativa lampada Parentesi porta Achille Castiglioni a vincere nel 1979 l’ambito premio Compasso d’Oro. 

Attualmente Parentesi , disponibile in vari colori (bianco, nero, rosso e nickel), è ancora in commercio ad un prezzo che si aggira intorno ai 315 €.  E’ comunque possibile ammirarla in diverse  mostre e musei: al Moma di New York, alla Triennale di Milano, al GAMeC di Bergamo e tante altre gallerie di rilevanza nazionale.

La lampada ad oggi è stata presa come ispirazione da molti designer internazionali, che l’hanno ulteriormente rivisitata. Tra i prodotti che la riprendono possiamo citare, del 1994,“Hot Achille” di Ingo Maurer oppure la più recente “OK” di Konstantin Grcic.

Articolo di Clementi Francesca (contributor Homedecordetails) Account Instagram: @archj_clementif 

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