Gaetano Pesce

Gaetano Pesce nasce a La Spezia nel 1939 ma la sua vita lo porterà a distaccarsi dalla terra materna, in un continuo viaggio che lo rende un Designer Poliglotta; passerà infatti degli anni a Strasburgo, a NewYork, in Brasile e altre diverse città.

Si laurea in Architettura allo IUAV di Venezia dove ha l’occasione di incontrare docenti di rilievo come gli architetti Carlo Scarpa e Ernesto Natan Rogers. Dopo la prima laurea in Architettura scegli di avvicinarsi di più nel mondo del product design frequentando, prima come semplice simpatizzante e poi come studente, l’Istituto superiore di disegno industriale.

Fin da giovane esprime la sua passione per tutte le discipline artistiche-creative e infatti all’età di 17 anni pubblica, insieme ad un collettivo di artisti, il suo primo manifesto. Negli anni  ’50 fonda a Padova il “Gruppo N”, un’aggregazione artistica formata principalmente da studenti di architettura, il cui ideale si opponeva a quello dell’artista tradizionali e li portava a definirsi come un collettivo di disegnatori- ricercatori sperimentali.

Nel 1962 il giovane Pesce porta una sua idea alla allora C&B italia (B&B italia oggi), dopo qualche anno da questo concept nascerà la Serie UP, formata da 7 modelli di poltrone in schiuma poliuretanica flessibile. Tra queste sono presenti sedute iconiche, divenute emblema del radical design, contraddistinte dallo stile accattivante di Pesce.

Sono molti i progetti di Gaetano Pesce che alludono-prendono ispirazione dal corpo della donna, a tal proposito infatti  dichiara:

«Lo spirito femminino è anche caratterizzato dalla curiosità: aiuta ad agire senza gabbie, creando oggetti che non si limitino alla loro funzione ma che possano anche dare un supporto psicologico, che contribuiscano a colmare il bisogno d’ottimismo».

Altra caratteristica fondamentale del Lavoro di Pesce è il suo approccio al mondo dei materiali in modo sperimentale e avanguardistico, che porterà Scarpa a soprannominarlo “uomo di schiuma”. Tra i materiali che G.P. predilige troviamo appunto le schiume, le resine e altri materiali chimici che sfrutterà non solo per la produzione di mobili ma anche di gioielli come quelli in poliuretano lavorati artigianalmente.

Pesce inoltre nutre una forte passione per quei materiali che risentono della pressione atmosferica o dell’umidità, il cui valore risiede proprio nell’unicità data dalla loro imperfezione. Questa sua passione lo porta a fondare negli anni ’70 la società Bracciodiferro, dalla cui ricerca emergono opere provocatorie e di ricercatissima fattura, pezzi di art design contro ogni legge di produzione in serie.

Raccogliendo le mille sfaccettature di questo creativo poliglotta, in sintesi il design, per Gaetano Pesce è un campo del progettabile che accoglie infinite discipline, impossibile da classificare secondo un linguaggio standardizzato perché molto legato anche alla ricerca personale.

Up 2000, di Gaetano Pesce

L’iconica poltrona Up fa parte della collezione prodotta nel 1969 da B&B su disegno d Gaetano Pesce. L’inconfondibile forma arrotondata, morbida e curva della poltrona sono un chiaro richiamo all’anatomia femminile, la seduta è infatti da interpretare come un grembo materno che accoglie chi ci si siede in totale relax; un complemento d’arredo simbolo di fertilità.

Alla poltrona,attraverso un cavo è però collegato un pouf sferico: elemento che cambia il messaggio simbolico dell’intero progetto di Pesce. Questo infatti richiama la palla del prigioniere e crea quindi una sorta di dicotomia: la comodità e il comfort della seduta si sovrappone all’idea di una donna prigioniera. 

“In quel momento io raccontavo una storia personale su quello che è il mio concetto sulla donna: la donna è sempre stata, suo malgrado, prigioniera di sé. Così mi è piaciuto dare a questa poltrona una forma di donna con la palla al piede, che costituisce anche l’immagine tradizionale del prigioniero”. – G.P. raccontando della poltrona Up.

Da più di 50 anni Up è una vera e propria icona internazionale, prodotta in svariate tonalità, ha assunto anche nomi diversi derivati dalla sua distintiva conformazione, come ad esempio “Big Mama” e “Blow Up”.

Articolo di Clementi Francesca 
architetto junior & interior designer
Account instagram: @archj.clementif

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